Fior Di Rosa, Cristina e Andrea ci accompagnano in un viaggio tra le rose italiane

Quando tra il 2020 e il 2021, in pieno covid, lo storico vivaio La Campanella ha chiuso perché i vecchi proprietari sono andati in pensione, Cristina e Andrea hanno deciso di aprire il loro vivaio. È nato così “Fior di Rosa”. Hanno ereditato la loro collezione di rose antiche e particolari.

Maria Luigia
Giorgio Berti

Oltre alle rose hanno acquisito anche la collezione di clematidi, un fiore che si abbina benissimo con le rose seramentose, a fioritura unica.

Il vivaio garantisce alle rose una cura artigianale. Il 90% delle rose vengono innestate direttamente, parliamo di 8-10.000 rose, per lo più vendute a radice nuda, solo quelle che rimangono vengono piantato in vaso e vendute l’anno successivo.

Il catalogo è molto vasto, si contano oltre 300 varietà di rose e 120 di clematidi. E ogni anno si arricchisce.

Tra le novità che arrivano ogni anno ci sono nuove rose di Giorgio Berti, un amico, appassionato ibridatore, che già vendeva le sue rose per la Campanella. Varietà sono molto semplici, per lo più ibridi di moscata, rifiorenti. La sua “Maria Luigia” ha vinto il premio al Castello di Masino per il profumo.

Le rose italiane sono protagoniste, accanto alle rose antiche, del catalogo di Fior di Rosa anche grazie alle rose di Giulio Pantoli.

La collezione delle rose di Pantoli arriva dal vivaio VivaVerdi di Imola di Monica Cavina. Due anni fa ha chiuso, così Cristina e Andrea si sono presi cura delle sue varietà.

Successivamente il roseto di Castiglione di Ravenna ha chiesto loro di riprodurre alcune delle rose presenti nel giardino, perché con il tempo le piante invecchiano e devono essere sostituite. Da quelle piante hanno così potuto recuperare anche alcune varietà che non avevano. Cristina e Andrea tengono in serbo anche una varietà inedita di Pantoli, che non ha nome, una floribunda a fiore semplice bianca.

Un’altra rosa di Giulio Pantoli è Anita Garibaldi: non è presente in nessun catalogo, la vende solo l’istituto che ne ha i diritti.

Continuando il viaggio nel catalogo delle rose italiane di Fior di Rosa incontriamo anche le rose classiche di Mansuino, la Sant’Antonio di Salmaso, la Togo, la Ricordo di Giosuè Carducci, e altre sorprese.

Cristina e Andrea sono sempre disponibili a ospitare rose di ibridatori meno famosi. E forse qualche bella novità arriverà presto.

“Le rose inglesi le tengo per far cassa – ci confessa Cristina – perché sono molto richieste, ma soffrono molto nel nostro clima. Le rose di Guillot Massad hanno la forma delle inglesi, ma resistono meglio al caldo. E anche le rose americane.”

“Mi piace molto vendere rose italiane – continua Cristina – perché ho la possibilità di raccontare al cliente la storia della rosa che ha scelto.”

Ma la passione per le rose non ha confini, e dal prossimo anno il catalogo di Fior di Rosa si arricchirà ancora: arriveranno alcune tra le più belle rose provenienti dal Giappone.