C’è un posto, a Perugia, dove le rose hanno un nome e una storia. Si chiama La Rosa del Borghetto, e dietro ci sono quindici anni di passione trasformata in mestiere. Il proprietario è Michele Castrini, che ho incontrato in un pomeriggio soleggiato tra filari di piante in fiore, pronto a raccontarmi le sue rose più speciali.



Una collezione tutta umbra
La cosa che colpisce subito, parlando con Michele, è l’orgoglio territoriale. Il vivaio ha costruito nel tempo una piccola collezione di rose esclusive tutte legate all’Umbria — per nome, per ispirazione, per colore. Sono frutto di una collaborazione con gli ibridatori francesi di Lione Orard, e insieme formano una famiglia coerente e riconoscibile: Chiara e Francesco, Perugino, Regina Sibilla, Alba di Maggio e Mistica Umbria.
Chiara e Francesco: il rosso del saio, il giallo dei capelli
La prima rosa che Michele mi mostra è Chiara e Francesco. Non è particolarmente profumata, ma visivamente racconta qualcosa: i petali uniscono il rosso e il giallo in un modo che Michele descrive con calore evidente.
“Il rosso ricorda il colore del saio di San Francesco, il giallo invece i capelli di Chiara.”
Un omaggio semplice e riuscito ai due santi simbolo dell’Umbria. Esteticamente elegante, con quella combinazione cromatica che in una rosa non è mai scontata.

Perugino: profumo, striature e fama europea
Se Chiara e Francesco si fa amare per la vista, Perugino aggiunge il profumo. Intenso, inconfondibile. Ed è anche la prima rosa nata dalla collaborazione con Orard ad essere riproposta su scala europea — in Francia e nel resto del continente — conservando il nome italiano.
È dedicata al pittore rinascimentale nativo di Città della Pieve, ed è rossa con striature bianche che compaiono a sorpresa, quasi capricciose. Pianta alta, robusta, generosa.

Mistica Umbria: la voce delle rose antiche
Non era ancora in fiore durante la mia visita, ma Michele ne parla con quella punta di affetto speciale riservata alle cose che si conoscono a fondo.
Mistica Umbria ha un fiore a coppa di un rosa chiaro striato, un profumo con note di agrumi che riporta direttamente alle rose antiche, e un portamento che quello stile lo evoca anche nella forma. “È perfetta insieme a Chiara e Francesco,” mi dice Michele, come se le rose avessero anche loro delle affinità elettive.
Regina Sibilla: la rampicante di un amico
Ci spostiamo verso le rampicanti, e qui l’atmosfera cambia leggermente. Regina Sibilla non è figlia di una collaborazione commerciale, ma di un’amicizia. L’ibridatore è Giulio Petroni, che Michele definisce “un carissimo amico e un signore veramente appassionato di rose”.
La pianta assomiglia molto alle rambler — grande, esuberante, pensata per coprire pareti e tetti — ma con una differenza importante: è anche molto rifiorente. Chi ha mai coltivato una rambler classica sa che quella rifiorenza non è affatto scontata. I fiorellini bianchi si ripetono durante tutta la stagione, e il risultato su una grande parete deve essere spettacolare.

Quindici anni, 500 varietà, 4-5 mila piante l’anno
Chiedo a Michele come è iniziato tutto. La risposta è quella che mi aspettavo, e che però fa sempre un certo effetto sentire: “È stato un gioco.” Qualche rosa, qualche amico a cui venderla, qualche giardino da curare. Poi, quasi senza accorgersene, quindici anni e un vivaio con più di 500 varietà tra antiche e moderne, che ogni anno mette a dimora circa quattro-cinquemila piante.
Oltre alle rose, nel vivaio trovano posto anche ortensie, clematis, peonie — piante che Michele sceglie seguendo un criterio semplice: “Prima di tutto ci piacciono a noi.”
Rosa Fidelia 2026: appuntamento a Spello
Prima di salutarci, Michele mi anticipa un evento da segnare in agenda: Rosa Fidelia, la manifestazione dedicata alle rose e ai giardini che si terrà a Villa Fidelia di Spello il 15, 16 e 17 maggio 2026. Ingresso gratuito (previa prenotazione online del biglietto), con corsi per appassionati, incontri con specialisti e professionisti del settore.
Puoi scaricare il biglietto qui: https://larosadelborghetto.it/rosa-fidelia/?srsltid=AfmBOoq4j2xK5HQe8K-uMWOGHywkQboawyyYHThv8nmwoPbvscpT4LkH
Vale sicuramente il viaggio.